Lago d’Averno

Il Lago d’Averno è un lago di origine vulcanica, che risiede nel cratere di un antico vulcano, nato circa 4000 anni fa.
Anticamente era ricoperto da una fitta e cupa vegetazione e dalle sua acque fuoriuscivano esalazioni tossiche che impedivano persino agli uccelli di sorvolarlo.
Il nome Averno, infatti, deriva dal greco Aornon, ossia “privo di uccelli” e, per questa ragione, gli antichi popoli vi individuarono l’ingresso del Regno degli Inferi.

Oggi, l’aspetto del lago è profondamente cambiato, pur mantenendo intatto il suo fascino.

Lungo le sue sponde cresce una profumata macchia mediterranea e ospita numerose specie di uccelli, alcune delle quali, come le folaghe, vivono tra i canneti che spuntano dalle sue calme acque.

Sono inoltre presenti vari vigneti che producono pregiati vini DOP, (pedirosso e falanghina dei Campi Flegrei), e che possono avvalersi del pregio di definirsi “storici”, in quanto le viti allevate su questi terreni sono tra le uniche ad aver resistito, giungendo fino a noi, all’epidemia di filossera che, nell’800, devastò e distrusse tutti i vitigni d’Europa, inducendo i coltivatori ad adoperare il portainnesto americano.

Qui è presente lo “pseudo antro della Sibilla”, una grotta che, originariamente, si pensava fosse sede dell’antica Sibilla Cumana e che, a Maggio, si illumina delle danze delle piccole lucciole che vivono sull’Averno.

E sempre qui, durante le notti estive, ci si può riunire intorno ad un fuoco, per leggere nell’immenso libro del firmamento, le leggende di Cassiopea, di Ercole, Arianna e degli altri personaggi incastonati nella volta celeste

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